Saggio e fusione dei metalli preziosi

Prima si verifica il titolo, poi l’oro torna metallo.

Il saggio è la verifica del titolo, cioè di quanto metallo puro contiene un oggetto, e avviene sul banco davanti a te. La fusione viene dopo la vendita: l’oro che acquistiamo non si rivende come gioiello, si fonde, trascorsi i dieci giorni di custodia previsti dalla legge.

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Un esperto strofina un anello d’oro sulla pietra di paragone, al banco di valutazione

Il percorso del metallo

Dal banco alla fusione, un passaggio alla volta

Di ogni oggetto che acquistiamo ci interessa il metallo, e per questo il percorso comincia dal titolo.

Pietra di paragone con tracce d’oro e una goccia di acido che cade da un contagocce

Che cos’è il saggio di un metallo prezioso?

Saggiare un metallo vuol dire stabilirne il titolo, espresso in millesimi: un oro 750 contiene 750 parti di oro puro su mille, cioè il 75%. Sul banco si saggia con la pietra di paragone, su cui l’oggetto lascia una traccia sottile, e con acidi di titolo noto che quella traccia la sciolgono oppure no. Il magnete serve prima ancora, perché esclude subito i metalli che con l’oro non hanno nulla a che fare. Il punzone inciso dichiara un titolo; il saggio lo conferma.

Vassoio di feltro chiaro con gioielli d’oro rotti e spaiati: una catenina spezzata, un orecchino singolo, un anello senza pietra

Perché i gioielli acquistati vanno in fusione?

Perché a noi interessa il metallo, non la forma. Un anello deformato, una catenina spezzata, un orecchino rimasto senza compagno o senza pietra valgono quanto lo stesso oro intatto, e la cifra si calcola sul peso e sul titolo. Per la stessa ragione i gioielli che acquistiamo non tornano in vetrina: si fondono tutti.

Grani d’oro fuso usciti da un crogiolo, accanto a un piccolo lingotto appena colato

Cosa succede al tuo oro dopo la vendita?

Concluso l’acquisto, gli oggetti restano custoditi per dieci giorni, come la legge prevede per ogni compro oro e banco metalli, e solo dopo vengono avviati alla fusione. Fanno eccezione le monete in buone condizioni, che tornano in vendita come monete. Le pietre, dove la montatura lo consente e con il tuo permesso, si smontano prima della pesatura e ti vengono restituite. Placcato, bagno d’oro e bigiotteria non si acquistano, perché non contengono metallo prezioso da fondere.

Domande frequenti

Domande su saggio e fusione

Un gioiello rotto vale meno di uno intero?

No, conta il metallo e non la forma. Dopo la vendita l’oro che acquistiamo va in fusione, quindi un anello deformato vale quanto lo stesso anello intatto, e una catenina spezzata quanto una integra. Calcoliamo la proposta sul peso e sul titolo.

Posso tenere le pietre del mio gioiello?

Sì, dove la montatura lo consente. Con il tuo consenso smontiamo le pietre prima della pesatura e te le restituiamo.

Dopo quanto tempo l’oro venduto viene fuso?

Dopo dieci giorni dalla vendita. Per legge, ogni compro oro e ogni banco metalli custodisce gli oggetti acquistati per dieci giorni prima di avviarli alla fusione.

L’oro bianco e l’oro rosa si valutano come il giallo?

Sì, perché il valore dipende dal titolo e non dal colore. Il colore viene dagli altri metalli della lega; il titolo indica quanto oro puro contiene l’oggetto. Un 18 carati bianco e un 18 carati giallo contengono la stessa quantità di oro.

Acquistate oro placcato o bigiotteria?

No, perché non c’è metallo prezioso da recuperare. Il placcato e il bagno d’oro hanno solo un rivestimento sottile sopra un altro metallo, e la bigiotteria non contiene metallo prezioso.

La valutazione in sede

Porta anche i gioielli rotti.

Si entra anche senza appuntamento, negli orari di apertura. Se preferisci fissare la visita, un esperto ti aiuta a scegliere giorno e orario, e chi prenota non attende.

Se prenoti per telefono o su WhatsApp, la sede ti conferma giorno e orario. La valutazione è gratuita e non ti impegna a vendere.