Analisi XRF di oro e argento

Il titolo del metallo, letto senza scalfirlo.

L’analisi XRF, a fluorescenza di raggi X, rileva di quali metalli è fatto un oggetto e in che proporzione, senza graffiarlo né consumarlo. In sede è uno degli strumenti con cui verifichiamo il titolo, sul banco e davanti a te.

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  • Autorizzati dalla Banca d’Italia
Anello d’oro appoggiato sulla finestra di misura di uno spettrometro XRF da banco

Il metodo

Che cosa succede quando un gioiello arriva sul banco

Verifichiamo ogni oggetto prima di parlare di cifre. L’analisi XRF è uno dei modi per farlo, ed è utile sapere che cosa misura davvero.

Un esperto appoggia una catenina d’oro nella camera di misura dello spettrometro, con lo spettro sul tablet accanto

Come funziona l’analisi XRF?

Lo strumento indirizza sull’oggetto un fascio di raggi X. Ogni elemento colpito risponde con una radiazione propria, con un’energia diversa per l’oro, l’argento, il rame o lo zinco, e lo strumento la riconosce come si riconosce una firma. Ne esce la composizione della lega in percentuale, letta in pochi istanti e senza che il gioiello lasci il banco.

Pietra di paragone con una traccia d’oro, accanto a un bracciale, a un flacone di acido e a una lente

Che cosa misura, e dove si ferma?

I raggi X leggono la superficie, per uno spessore che si conta in millesimi di millimetro. Su un oggetto in oro massiccio la superficie rappresenta l’oggetto intero, mentre su un placcato descrive soltanto il rivestimento. Per questo la lettura non resta mai da sola, e la confrontiamo sempre con la pietra di paragone, con gli acidi e con il peso.

Mani di un esperto che appoggiano anelli e una catenina d’oro su una bilancia di precisione, al banco

Perché la verifica si fa davanti a te?

L’oggetto resta sul banco dall’inizio alla fine, e tu segui ogni passaggio. Commentiamo insieme la lettura, poi pesiamo con la bilancia rivolta verso di te, e solo a quel punto arriviamo alla cifra. Non applichiamo soglie minime di peso né costi di pratica, e la cifra che ti proponiamo è quella che ricevi.

Domande frequenti

Domande sull’analisi XRF

L’analisi XRF danneggia l’oro?

No, è una misurazione non distruttiva. L’oggetto non si graffia, non si incide e non perde peso. Per questo puoi chiederla anche per un gioiello che desideri tenere, solo per sapere di che cosa è fatto.

Che differenza c’è tra analisi XRF e pietra di paragone?

Sono due metodi diversi, che si completano. Con la pietra di paragone strofiniamo l’oggetto su una pietra scura, che ne trattiene una traccia sottile, e sulla traccia applichiamo acidi di titolo noto. Se la traccia resiste, il titolo è almeno quello dell’acido. L’analisi XRF legge invece la composizione con i raggi X, senza lasciare segni, e in sede usiamo entrambe.

L’analisi XRF riconosce l’oro placcato?

Non sempre, se la lettura resta da sola. I raggi X leggono la superficie e, su un rivestimento abbastanza spesso, misurano il rivestimento. Per questo confrontiamo la lettura con la pietra di paragone, con gli acidi e con il peso. L’oro placcato e il bagno d’oro non li acquistiamo.

Quanto costa l’analisi XRF?

Non ha alcun costo, perché fa parte della valutazione gratuita. Al termine puoi accettare la proposta oppure riprendere i tuoi preziosi.

Il punzone non basta a conoscere il titolo?

È un primo indizio, non una garanzia. Il punzone dichiara il titolo, ma lo incide chi ha prodotto l’oggetto, e con gli anni può consumarsi o non corrispondere al metallo. Per questo verifichiamo sempre il titolo reale in sede.

La valutazione in sede

Porta i tuoi preziosi in sede.

Si entra anche senza appuntamento, negli orari di apertura. Se preferisci fissare la visita, un esperto ti aiuta a scegliere giorno e orario, e chi prenota non attende.

Se prenoti per telefono o su WhatsApp, la sede ti conferma giorno e orario. La valutazione è gratuita e non ti impegna a vendere.